Campagna #Stopmadia

26 maggio 2016

Attivisti del Forum Italiano Movimenti per l’Acqua irrompono al Forum PA per contestare la legge Madia

Più servizi pubblici, meno privatizzazioni; più diritti, meno mercato!

Questa mattina un gruppo di attiviste e attivisti della Rete DecideRoma e dell’USB ha fatto irruzione nella sala dove si stava svolgendo un dibattito sulla cosiddetta valorizzazione degli asset pubblici all’interno del Forum sulla Pubblica Amministrazione 2016, per ribadire il no al rilancio dei processi di privatizzazione. Ad aprire i lavori era presente il Ministro dell’Economia Padoan con il compito di illustrare una serie di provvedimenti messi in campo dal Governo volti ad aprire definitivamente al mercato e alla concorrenza i servizi pubblici locali e ad avviare l’alienazione del patrimonio pubblico.

La protesta ha denunciato con forza i reali obiettivi della Riforma della Pubblica Amministrazione, conosciuta come legge Madia, la quale attraverso il combinato disposto di due decreti attuativi, quello sulle società partecipate e quello sui servizi pubblici locali, intende imporre la privatizzazione di tutti i servizi a rete, dall’acqua all’energia, dai rifiuti al trasporto pubblico locale, espropriando gli enti locali e le comunità territoriali di ogni facoltà nel determinare l’articolazione territoriale dei servizi e le politiche tariffarie.

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Pd e Governo Renzi: giu’ le mani dall’acqua!

22 aprile 2016

Pubblichiamo il comunicato stampa del Forum Italiano dei movimenti per l’Acqua e un VIDEO delle proteste.

Acqua pubblica, Pd e governo Renzi calpestano referendum 2011. Ma la battaglia continua contro il decreto Madia


Proteste aula legge acqua 20-4-16Non sono passati più di tre giorni dalla rivendicazione da parte di Renzi dell’astensionismo nel referendum sulle trivellazioni (“referendum inutile”, come certamente hanno capito gli abitanti di Genova), che il governo e il Pd compiono l’ulteriore atto di disprezzo della volontà popolare. Il tema questa volta è l’acqua e la legge d’iniziativa popolare, presentata dai movimenti nove anni fa, dopo aver raccolto oltre 400.000 firme. La legge è stata approvata ieri alla Camera, fra le contestazioni degli attivisti del Forum Italiano per i Movimenti per l’Acqua e dei deputati di M5S e SI che in aula non hanno fatto mancare di far sentire la loro voce di fronte a questo scippo.

Il testo approvato infatti è radicalmente diverso, nella forma e nei principi, di quello proposto dal Forum e sottoscritto dai cittadini. Nonostante il ministro Madia insista a dire che “finché c’è questo governo nessuno sentirà parlare di privatizzazione dell’acqua”, il suo partito, il PD, e la sua maggioranza hanno stravolto il testo a partire dall’articolo 6 che disciplinava i processi di ripubblicizzazione. E la discussione di ieri ha fatto cadere anche l’ultima foglia di fico dietro la quale il PD aveva provato a nascondersi. Infatti, la Commissione Bilancio ha cancellato la via prioritaria assegnata all’affidamento diretto in favore di società interamente pubbliche.

Questi sono i fatti, che smentiscono da soli il Ministro Madia quando afferma impunemente che “il dlgs rispetta l’esito del referendum.

A tutto questo occorre rispondere con una vera e propria sollevazione dal basso, con iniziative di contrasto in tutti i territori e l’inondazione di firme in calce alla petizione popolare per il ritiro del decreto Madia, promossa dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua all’interno della stagione appena aperta dei referendum sociali.

Roma, 22 Aprile 2016.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Movimento per la scuola pubblica

Campagna “Stop devastazioni”, per i diritti sociali ed ambientali

Comitato Sì Blocca Inceneritori

La battaglia di Arezzo

13 aprile 2016

Pubblichiamo questo articolo de “Il Fatto Quotidiano” che aggiorna sulla lotta che gli obbedienti civili e il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo stanno portando avanti in questi giorni contro la vergognosa scelta di Nuove Acque Spa di togliere l’acqua ad alcuni cittadini.

Acqua, referendum tradito. Gli “obbedienti civili” di Arezzo si tagliano la bolletta. E l’azienda toglie le forniture

di Andrea Palladino

Acqua, referendum tradito. Gli “obbedienti civili” di Arezzo si tagliano la bolletta. E l’azienda toglie le forniture

“Paghiamo solo il dovuto per legge, rispettando l’esito delle consultazioni del 2011″, sostengono i comitati che si oppongono allo sfruttamento dei beni comuni per fare profitti. Ma la utility Nuove Acque, partecipata da Mps e Etruria, di cui sono soci anche i Comuni, la francese Suez e la romana Acea, è passata al contrattacco. Partito esposto alla Procura e ricorso d’urgenza per chiedere il ripristino.

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La vergogna dei distacchi ad Arezzo

03 aprile 2016

Ci giungono notizie dal Comitato Acqua Pubblica di Arezzo che nei giorni scorsi Nuove Acque Spa, l’azienda che gestisce il servizio idrico locale, ha proceduto al distacco della fornitura di acqua per varie famiglie di cittadini che aderiscono alla Campagna di Obbedienza Civile e che, in quanto tali, da quasi 5 anni si auto-detraggono dalle bollette la quota relativa alla remunerazione del capitale investito, abrogata dal secondo vittorioso referendum del 2011. Sulla mancata applicazione di questo referendum pende ancora un ricorso al Consiglio di Stato.

Nonostante questo, e nonostante negli anni scorsi il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo abbia vinto vari ricorsi di fronte ai Giudici (in 2 casi Nuove Acque Spa è stata anche condannata, oltre che a rimborsare gli obbedienti civili, a pagare una penale) l’azienda aretina, controllata nei fatti dalla multinazionale Veolia, si è resa colpevole un gravissimo atto, provvedendo a sigillare, ed in qualche caso addirittura a togliere, i contatori a vari nuclei familiari. Tra le altre, coinvolta anche una famiglia con un bambino di 8 anni, con la febbre a 38, senz’acqua da martedì scorso.

Il Comitato aretino si è subito mobilitato per portare il massimo supporto ed aiuto possibile alle famiglie coinvolte: taniche di acqua ed un camper a disposizione per permettere alle famiglie almeno una doccia (solidarietà si è già formata anche tra i vicini di casa). Inoltre sono state subito sporte denunce penali con richiesta di riallacci immediati; si attende dal giudice un’ordinanza che imponga al gestore idrico di togliere i sigilli e riallacciare l’acqua agli obbedienti. Il Comitato ha inoltre annunciato nuove azioni fin dai prossimi giorni.

IL FORUM ACQUA VALDERA ESPRIME LA MASSIMA SOLIDARIETÀ

E VICINANZA A TUTTE LE FAMIGLIE COINVOLTE IN QUESTO

VERGOGNOSO ATTO DI PREPOTENZA DI NUOVE ACQUE SPA

Un feroce attacco “locale” all’idea di acqua pubblica espressa da quasi 27 milioni di italiani nel 2011, che fa il pari con gli attacchi che in queste settimane a livello nazionale si stanno sferrando contro la legge per la ripubblicizzazione dei servizi idrici, sottoscritta nel 2007 da oltre 400 mila cittadini.

L’acqua è un diritto umano, non una merce, ribadiamo ancora una volta che è inaccettabile il distacco della fornitura per qualsiasi cittadino, anche se moroso (per il quale deve comunque valere la garanzia del diritto al quantitativo minimo giornaliero necessario). Figuriamoci per chi moroso non è, e chiede semplicemente il rispetto dell’esito dei referendum, e con esso della volontà della stragrande maggioranza del popolo italiano!

Siamo a fianco del Comitato Acqua Pubblica di Arezzo e chiediamo a tutti i simpatizzanti dei movimenti per l’acqua pubblica e per i beni comuni di diffondere il più possibile queste gravi notizie. Pubblichiamo il comunicato stampa del comitato aretino, vi terremo aggiornati sugli sviluppi della vicenda.

Il dossier 2016 di Cittadinanzattiva

02 aprile 2016

E’ stato pubblicato il Dossier 2016 sul servizio idrico integrato redatto da Cittadinanzattiva. I capoluoghi toscani rimangono anche per quest’anno ai vertici della graduatoria italiana per le tariffe dell’acqua più care. Pisa è quarta, a ridosso delle prime posizioni; e negli ultimi 8 anni le bollette risultano aumentate del 95,9%.

Costo dell’acqua ancora in aumento:

376 euro la tariffa media nazionale,

in Toscana 590 euro in media.

Ben nove delle dieci città più care sono toscane.

I dati dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe 2016 di Cittadinanzattiva

590 euro: a tanto ammonta il costo annuale dell’acqua in Toscana, rispetto ai 376 euro di media nazionale, e con un incremento del 12,2% rispetto al 2014. Grosseto e Siena i capoluoghi di provincia in cui l’acqua costa di più: 663 euro, ma anche Livorno, Pisa, Carrara, Firenze, Pistoia, Prato ed Arezzo sono nella top ten delle città più care.

Questi i dati dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che per l’undicesimo anno consecutivo ha analizzato i costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato nel corso del 2015. Le regioni centrali si caratterizzano per tariffe più alte con € 511 annuali e un maggior incremento rispetto al 2014 (€ 468 + 9,2%), segue l’area settentrionale (+ 5,1%) e quindi quella meridionale (+ 3,2%). A livello regionale, le tariffe più elevate si riscontrano nell’ordine a Toscana, Marche, Umbria, Emilia Romagna e Puglia. Il Dossier è consultabile sul sito www.cittadinanzattiva.it. Fra i capoluoghi di provincia, le città più care si confermano essere le toscane: Grosseto e Siena con € 663 prendono il posto occupato nel 2014 da Firenze, seguono Livorno (€ 628), Pisa (€ 621), Carrara (€ 609). Isernia si conferma come città meno cara (€ 117, erano 120 nell’anno precedente); segue Milano con i suoi € 140 (ed un aumento del 3%). Sulla dispersione idrica, la regione registra un risultato in linea con la media nazionale: 35% rispetto al 33%. Ma a Grosseto va anche il triste primato anche della dispersione idrica più alta in Toscana, toccando il 56%.

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Il 17 aprile tutti a votare SI’!

31 marzo 2016

Il prossimo 17 aprile in tutta Italia si svolgerà il referendum per fermare la proliferazione delle trivellazioni (petrolio e gas) nei nostri mari. La posta in palio è decisamente importante, e riguarda da vicino tutti noi (per approfondimenti, QUI trovate un buon riassunto delle ragioni per le quali andare a votare Sì).